Marco Polo 1960
Il Risotto 1960 al polpo e alle erbe di Nonna Maria

Chef Diego Pani

La cucina

Classicità rivisitata: tecnica solida, materia prima scelta ogni mattina, nessun effetto speciale. Il piatto deve sapere di quello che è.

Il manifesto della cucina di confine

La scuola di Alain Ducasse

Dal maestro francese Diego Pani ha mutuato la composizione del piatto come triade cromatica: il blu del mare, il giallo del sole, il verde dell'entroterra ligure-provenzale. Accanto, i riferimenti alle acidità dei Troisgros, ai fritti di Alain Chapel, alle salse di Georges Blanc e ai «satelliti» di Pierre Gagnaire.

Il burro e l'olio, insieme

Superato il dogma mediterraneo dell'olio esclusivo: burri di altissima fattura, come il francese di Poitou-Charentes AOP montato alle alghe, convivono con l'extravergine ligure come veicolo di cremosità e aroma.

Il governo delle acidità

Per mantenere i piatti leggeri e dinamici la cucina calibra l'acidità: aceti di lamponi, Jerez de la Frontera, estrazioni agrumate dal giardino di Mentone.

Vintage contemporaneo

Ricette di famiglia lette con occhi di oggi: nessun effetto speciale, concentrazione dei fondi, cotture nette, il gusto prima della moda.

Lo chef Diego Pani al lavoro in cucina

Diego Pani

La brigata di cucina del Marco Polo 1960

La brigata

I segreti della famiglia Pani

Un archivio ragionato dei piatti storici e contemporanei. Alcuni sono in carta senza interruzione dal 1960.

1960 · Ines Maria Biancheri

Risotto 1960 al polpo e alle erbe di Nonna Maria

Il sapore identitario della storia familiare

A metà strada fra risotto e paella: il riso cuoce in bianco con il polpo, senza mai essere mescolato, fino alla crosta saporita sul fondo del tegame che viene delicatamente raschiata. Mantecatura finale con burro, parmigiano e una miscela di circa dieci erbe aromatiche, dosata al grammo da Marco prima della scomparsa della madre e oggi custodita da Diego.

1988 · Marco Pani

Tagliolini ai 30 tuorli con fricassea d'aragosta o astice

Il classico opulento ed elegante degli anni '80

La sfoglia è tirata e tagliata a mano ogni giorno da una storica sfoglina del locale. La dolcezza del crostaceo è esaltata da una mantecatura di scuola francese, basilico e burro artigianale.

Diego Pani

Spaghetti al pesto di alici al mortaio e burro artigianale

L'incontro diretto tra Liguria e Francia

Il pesto è battuto nel mortaio di marmo come vuole la tradizione ligure, ma il basilico lascia il posto alle alici fresche; il condimento è legato con burro d'alpeggio francese. Sapidità marina e cremosità soffice.

Diego Pani

Orata e foie gras, salsa bouillabaisse e pesto genovese

Il piatto manifesto della cucina di confine

L'orata del Golfo incontra il fegato grasso d'anatra; le due componenti sono unite dalla concentrazione di una riduzione di bouillabaisse provenzale e dal profumo del pesto al basilico.

In carta dal 1960

Gran fritto misto del Golfo in olio extravergine d'oliva

La purezza della tradizione marinaresca ligure

Panatura leggerissima e frittura condotta esclusivamente in extravergine locale a temperatura controllata: fragranza e digeribilità prima di tutto.

Diego Pani

Soufflé di brandacujun

La rilettura colta della memoria contadina

Stoccafisso e patate della tradizione ligure elevati con la tecnica classica del soufflé francese: un piatto povero che diventa soffice e leggero.

Ivana Belvedere Pani

Frutta caramellata di mamma Ivana con gelato fatto in casa

Il dessert storico della maison

Frutta fresca di stagione caramellata secondo la ricetta di famiglia, servita con il gelato artigianale preparato ogni giorno in laboratorio.

Fricassea di astice con tagliolini freschi e basilico
Spaghetti alle erbe con alici marinate e mortaio di marmo
Gran fritto in olio extravergine d'oliva
Il pesce in crosta di sale servito e sfilettato al tavolo

Il pesce in crosta di sale, sfilettato in sala

Scelte di carattere

Il cartello «NO PIZZA»

Apposto all'ingresso da Marco Pani negli anni '80: lo spartiacque con la ristorazione turistica di massa e l'affermazione di un'identità gastronomica precisa.

Niente sezione «crudi»

Diego Pani ha eliminato la voce generica dei crudi di pesce: la tecnica di cottura, la concentrazione dei fondi e l'estrazione dei sapori restano protagoniste.

Nessun menu degustazione imposto

La libertà dell'ospite prima di tutto: si torna alla centralità della carta e all'esperienza conviviale.

Elogio della scarpetta

Il torchio per le estrazioni di crostacei e le salse avvolgenti sono un invito esplicito: la scarpetta è il complimento supremo alla cucina.

La materia prima

Il pescato arriva dal Golfo: scampi, triglie, canestrelli, polpo, ombrina. Le verdure dal mercato coperto di Ventimiglia, a pochi minuti dalla sala. Ciò che non è all'altezza semplicemente non entra in carta.

Il gesto

Il pesto di alici si lavora al mortaio, la pasta fresca si tira ogni giorno, il fondo di crostacei cuoce lentamente. La tecnica serve al sapore, mai al contrario.

La stagione

La carta cambia con il mare e con l'orto. Nei giorni di festa proponiamo menù dedicati per Pasqua, Natale e Capodanno, pubblicati su questo sito appena disponibili.