Location Ristorante Marco Polo - Ventimiglia, Imperia
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    Al confine tra Italia e Francia, il ristorante si trova proprio sulla spiaggia di Ventimiglia. Offre una vista esclusiva sul mare ligure ed una location di sicuro interesse alla sera, completando l'offerta con una spiaggia attrezzata per la stagione estiva.

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    Marco Polo
    Passeggiata Cavallotti, 2 18039 Ventimiglia (IM)





    To See & To Do




    To Visit


    L’area archeologica di Nervia

    L’area archeologica si trova in località Nervia, a Ventimiglia, e custodisce i resti della città romana di Albintimilium, centro marittimo ed agricolo risalente alla tarda età repubblicana lungo la Via Julia Augusta, sui resti di un primitivo centro abitato di cultura ligure chiamato Albium Intemelium e considerato nell’organizzazione augustea come l’ultima città amministrativamente italica.
    L’area sorge su quello che era il principale centro dei Liguri Intemelii, stanziati nell'VIII-VII a.C. sull'argine destro del fiume Nervia.
    Conserva tracce delle antiche mura, delle strade e di alcuni monumenti pubblici e privati. Sono visitabili i resti delle terme ed il teatro, datato tra II e III sec. d.C, che costituisce l’esempio meglio conservato di questo tipo di edificio pubblico in Liguria ed uno dei più notevoli di tutta l’Italia Settentrionale.
    L'abitato romano, sorto sull'accampamento fondato dai Romani alla foce del fiume dopo la seconda guerra punica, divenne municipio nella prima metà del I secolo a.C. Sotto Cesare ed Augusto la città godette di particolare floridezza, anche grazie alla sua posizione centrale e fu ulteriormente favorita dall'apertura, nel 13 a.C., della via Julia Augusta che metteva in comunicazione la pianura padana con la Gallia meridionale. Devastata nel 68 d.C. fu ricostruita da Vespasiano che la dotò anche di un vasto edificio termale.
    In coincidenza con i restauri della via consolare, nel II e III secolo d.C., ebbero luogo importanti ristrutturazioni che testimoniano la prosperità raggiunta: l'ampliamento delle terme, il raddoppio dell'acquedotto, la costruzione del teatro, la pavimentazione delle vie più importanti in pietra della Turbie. Il centro fu definitivamente abbandonato nel VI-VII secolo e trasferito dove ora sorge Ventimiglia Alta.
    L'area archeologica comprende le terme, il teatro, la domus del cavalcavia e l'Antiquarium, dove è esposta una ricca selezione di reperti, rinvenuti a seguito degli scavi condotti già dalla fine del XIX secolo ed in parte ancora in corso.

    Il Forte dell’Annunziata - Ventimiglia

    Il Museo Civico Archeologico, istituito nel 1938, a nome di Girolamo Rossi, lo scopritore della città romana di Albintimilium, è ospitato dal 1989 nel piano rialzato della Fortezza dell'Annunziata, edificata dai Savoia sul luogo dove dal 1503 sorgeva l'omonimo convento dei Padri Minori Osservanti.
    Dalla sua piazza d'armi si apre una vista panoramica straordinaria che comprende, a occidente, la Piana di Latte, i Giardini Botanici Hanbury e le Grotte dei Balzi Rossi. A oriente, la città moderna, oltre la quale si conservano i resti del municipium romano e lo sguardo si può spingere verso la punta di Sant'Ampelio a Bordighera, fino all'orizzonte marino.
    Il Forte venne edificato, per volere del Governo Sabaudo, tra il 1831 e il 1837, al fine di rafforzare il confine occidentale dei propri domini. Esso costituiva la ridotta del sovrastante Forte San Paolo, edificato nel XIII secolo dai genovesi a seguito della conquista di Ventimiglia (1222), al quale era collegato con sotterranei e camminamenti e che a sua volta venne restaurato dai Sabaudi, dopo che Ventimiglia era divenuta piazzaforte militare nel 1814.
    Ai lavori preparatori sovrintese l’allora giovane luogotenente del Corpo Reale del Genio Sabaudo, Camillo Benso conte di Cavour, che soggiornò a Ventimiglia tra il 1828 e il 1829, e lo stesso re Carlo Alberto giunto in città nel 1836 per far visita ai lavori.
    Il Forte o Ridotta dell’Annunziata sorse sopra i resti del Convento dei Francescani Minori Osservanti, sui resti della precedente chiesa di San Lazzaro, con l’annesso romitorio destinato a lazzaretto.
    Nel 1883, dopo la cessione di Nizza, la funzione di Ventimiglia come piazzaforte venne dichiarata cessata e la Ridotta declassata a caserma militare, con la denominazione di “Caserma Umberto I”. Nel 1931 venne costruito il piano sopraelevato per ospitare un contingente di bersaglieri, dal 1989 sede del Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”.
    La Ridotta dell’Annunziata, di proprietà della Regione Liguria è stata oggetto negli ultimi anni di un importante progetto di restauro e recupero finanziato coi fondi comunitari che ha permesso il ripristino dei vani a piano terra e della suggestiva terrazza sul mare di Punta Rocca.

    L'Oasi del Nervia - Ventimiglia

    L'Oasi del Nervia è un'area faunistica della provincia di Imperia compresa nel territorio comunale dei due comuni rivieraschi di Ventimiglia e Camporosso. Inserita nella piana del torrente Nervia, ha una superficie complessiva di 60.000 m2.
    La prima ufficializzazione del progetto è avvenuta nel 1982 con la delibera di destinazione, da parte del consiglio provinciale di Imperia, dell'area della foce del Nervia a zona di protezione. La proposta provinciale ha avuto poi concretezza nel 1984 con la richiesta di attuazione ai due comuni interessati.
    Nonostante l'impegno di entrambe le parti il progetto è rimasto immobile per ben quattro anni tanto che, nel 1988, l'area ha iniziato a registrare un lento degrado favorito dalla presenza abusiva di orti e discariche lungo la parte sinistra del torrente.
    La zona è stata quindi sottoposta più volte a bonifica da parte delle associazioni ambientaliste locali, con una sensibilizzazione delle popolazioni rispetto all'importanza di tale riserva naturale. Nel 1990 ha avuto inizio l'iter per la costituzione dell'oasi e, nel 1992, grazie ai vari finanziamenti della provincia imperiese, si è intrapresa lo studio di fattibilità. Nel 1998 il Ministero delle Finanze ha attribuito la concessione all'amministrazione provinciale imperiese che ha stipulato poi un accordo con il WWF nello stesso anno.
    Nel frattempo sono stati avviati contatti con i due comuni interessati che, dopo aver ultimato la fase di preparazione tecnica, si sono impegnati nella salvaguardia del periodo di nidificazione e del flusso migratorio, mettendo allo studio anche un progetto di allargamento dell'oasi di protezione.
    All'interno dell'oasi sono state catalogate quasi 160 specie botaniche, la maggior parte comprese da alberi di alto fusto come la tifa, la veronica e il crescione. Sono inoltre presenti vaste aree di canneti utili soprattutto ai volatili come habitat naturale o per l'autodepurazione della zona faunistica.
    I volatili sono stati censiti e catalogati in 140 specie quali lo svasso, il tuffetto, l'airone, anatre, limicoli, gabbiani, rallidi, passeriformi e altre specie. Tra i mammiferi si segnalano la volpe, il riccio, il toporagno, il mustiolo, l'arvicola e i rettili orbettino, ramarro, il colubro lacertino, natrice viperina e la lucertola ocellata.


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